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la mostra 2008: Contrappunto di Renzo Basora e Mauro Belluccile mostre precedentiil borgo di Fortunago

 

 

2003 l'occhio innamorato

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Aldo Mondino: "Pino la valigia"


Il vero nome è Pino Gastaldelli: un signore elegantemente vestito, attento alla qualità delle lane dei cappotti e delle giacche, alle forme delle scarpe fatte a mano dal celebre “Bentivegna”, un gourmet che mangiava nei migliori ristoranti del paese, un pokerista, un bigliardista, un interista. Ciononostante veniva nella nostra Torino all'inizio degli anni sessanta a vendere quadri di sublime qualità niente po' po' di meno che a Tazzoli, forse il più raffinato gallerista “connoisseur” italiano. Gian Enzo Sperone era un ragazzino e lo stimava molto, mentre io non lo conoscevo ancora se non solo per sentito dire. Passa qualche anno ed anch'io faccio le mie prime mostre in buone gallerie, con un certo riscontro debbo riconoscere, ma senza alcun premio economico. Era un mese di luglio e mi vendetti un bel disegno, regalo di Tancredi, per andare in vacanza.La mia meta era Finale Ligure, dove nei dintorni viveva Emilio Scanalino, ma anche dove avevo passato estati molto felici quando ancora ben lontana da me l'idea di fare questo “mestiere” e quando gli idoli miei erano Boniperti e Muccinelli e non conoscevo nè Klee né Kupka e gli unici stranieri erano Hansen e Praest, Wickpaleck e Korostolev. Qualcuno mi accompagnò allo studio di Scanavino a Calice Ligure. Quel pomeriggio c'era anche Gastaldelli. Mi stupii, chiacchierando sulla terrazza del celebre artista, che il signor Pino conoscesse i miei quadri, ma mi stupii ancora di più quando mi suggerì di comprare una casa in quel luogo.

 

 

La cosa era talmente assurda e irreale che la prima risposta che mi venne in mente, fu che mi sarebbe servita almeno una bicicletta per raggiungere autonomamente il posto.
Detto fatto, il Gastaldelli aprì il cofano della sua Volvo e mi regalò una “Graziella” tutta d'oro. Quella Graziella è stato il primo mattone di un potere economico che ancora oggi è piuttosto fragile. Con quella Graziella d'oro sono sceso felice a Finale Ligure, tutto a ruota libera, mi sentivo ricco, padrone di qualche cosa, indipendente e ho subito sfruttato il mezzo come mezzo di sopravvivenza. Passavo e ripassavo di fronte al bar più frequentato imitando certi clown o certi giocolieri, una mano sola, un piede, seduto alla rovescia, addirittura in piedi sul sellino…..e poi la questua. La bicicletta è stata poi ceduta a fine stagione al proprietario dell'albergo che mi ospitava, per pagare il conto. All'epoca avevo l'età dei ragazzi* che mi accompagnano in questo dovuto omaggio a Pino e che non sanno ancora il perché del soprannome“ la valigia ”. All'età di questi ragazzi il signor Gastaldelli era un rappresentante di valigie, ma combinazione vuole che i suoi clienti preferiti fossero: Crippa, Sassu, Fontana, Guttuso, Manzoni, Dova, Peverelli e tanti altri che volentieri scambiavano i loro quadri con pregiati set da viaggio.
Da allora è incominciato il suo lungo viaggio nel mondo dell'arte.
Anche i galleristi cominciano da giovani.

Aldo Mondino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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