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articoli e recensioni
le opere in mostra l'album di un gallerista
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Aldo Mondino: "Pino la valigia"
Il vero nome è Pino Gastaldelli: un signore elegantemente vestito, attento alla qualità delle lane dei cappotti e delle giacche, alle forme delle scarpe fatte a mano dal celebre “Bentivegna”, un gourmet che mangiava nei migliori ristoranti del paese, un pokerista, un bigliardista, un interista. Ciononostante veniva nella nostra Torino all'inizio degli anni sessanta a vendere quadri di sublime qualità niente po' po' di meno che a Tazzoli, forse il più raffinato gallerista “connoisseur” italiano. Gian Enzo Sperone era un ragazzino e lo stimava molto, mentre io non lo conoscevo ancora se non solo per sentito dire. Passa qualche anno ed anch'io faccio le mie prime mostre in buone gallerie, con un certo riscontro debbo riconoscere, ma senza alcun premio economico. Era un mese di luglio e mi vendetti un bel disegno, regalo di Tancredi, per andare in vacanza.La mia meta era Finale Ligure, dove nei dintorni viveva Emilio Scanalino, ma anche dove avevo passato estati molto felici quando ancora ben lontana da me l'idea di fare questo “mestiere” e quando gli idoli miei erano Boniperti e Muccinelli e non conoscevo nè Klee né Kupka e gli unici stranieri erano Hansen e Praest, Wickpaleck e Korostolev. Qualcuno mi accompagnò allo studio di Scanavino a Calice Ligure. Quel pomeriggio c'era anche Gastaldelli. Mi stupii, chiacchierando sulla terrazza del celebre artista, che il signor Pino conoscesse i miei quadri, ma mi stupii ancora di più quando mi suggerì di comprare una casa in quel luogo.
La cosa era talmente assurda e irreale che la prima risposta che mi venne in mente, fu che mi sarebbe servita almeno una bicicletta per raggiungere autonomamente il posto. Aldo Mondino
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